Anatomia della chitarra acustica
Struttura della chitarra classica
Struttura della chitarra folk Le varianti dello strumento

Tecniche di costruzione della chitarra acustica
I legni
Il corpo della chitarra
Il manico
La tastiera
Il ponte
La paletta
Il diapason

Anatomia della chitarra elettrica
Analisi della chitarra elettrica
Struttura della chitarra elettrica

Tecniche di costruzione della chitarra elettrica
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Tecniche di costruzione della chitarra acustica

Il metodo di costruzione di uno strumento acustico può variare da modello a modello In molti casi queste differenze sono minime, altre volte il progetto crea poi una linea originale di chitarre. Fondamentalmente, comunque, esistono delle procedure per così dire standard. Le tecniche prese in esame in questa sezione, sono riferite ad uno standard comune alla maggiore parte delle chitarre acustiche.
Possiamo incominciare parlando della forma dello strumento: questo solitamente ha la caratteristica forma a otto, con due convessità (una superiore e l'altra inferiore) ed una concavità centrale. Bisogna dire che la differenza tra le dimensioni di queste tre parti è responsabile del timbro dello strumento. Infatti, mentre le spalle più strette tendono ad enfatizzare le frequenze alte, le convessità inferiori più ampie enfatizzano quelle basse.
Un altro particolare tende a diversificare un modello da un altro, e cioè la dimensione dello strumento. Ci sono vari appellativi per identificare la grandezza del corpo nelle chitarre folk. Partendo dallo Standard (simile per forma e anche per dimensioni ad una chitarra classica), si arriva alla Jumbo o anche alla Dreadnought (i modelli con le dimensioni maggiori - vedi Martin).
Esistono anche chitarre con dimensioni ridotte, come la 3/4 o la 2/4, solitamente dedicate ai bambini, ma anche a quelle persone che avendo le mani piccole possono avere delle difficoltà a suonare strumenti eccessivamente grossi.

I legni

La scelta del legno risulta fondamentale nella resa sonora di una chitarra, ma non solo in questo. Se i legni vengono perfettamente stagionati (anche per anni) oppure essicati a forno, lo strumento sicuramente avrà  una vita lunga (se trattato con cura e attenzione). Una chitarra costruita con legna ricavata da un albero appena tagliato, senza essere stata prima essicata o stagionata, quasi sicuramente porterà alla nascita di uno strumento dalle caratteristiche pessime, sia in termini di qualità sonora che costruttive. Una chitarra fatta con legni di scarsa qualità, anche se stagionati, avrebbe anche questa le stesse caratteristiche negative.
Anche se apparentemente la scelta del legno come materiale potrebbe sembrare ricca di complicazioni, in realtà è vincente sotto vari aspetti. Oltre ad essere gradevole all'occhio umano (che, diciamolo francamente, vuole sempre la sua parte), il legno è sicuramente uno dei migliori materiali al mondo sia per il timbro che è in grado di conferire ad uno strumento, sia per il suono. Ovviamente, come già accennato prima, non tutti i  tipi di legno si adattano allo scopo. Bisogna sapere bene le qualità timbriche di ogni tavola di legno al momento della scelta nella costruzione di uno strumento. Queste qualità sono ad esempio la resistenza e la forza alle tensioni date dalle corde, ma anche la tenuta alle svariate fasi che comportano la verniciatura.
Certamente è facile immaginare che un albero in se stesso non abbia affinità effettive con la chitarra. Però, se si pensa al fatto che l'albero, nel corso della sua secolare esistenze, ha visto un susseguirsi di stagioni, cambiamenti climatici magari pesanti sotto il profilo meteorologico e chissà cos'altro, sicuramente si presterà alle ''sevizie'' del chitarrista. E'  palese anche il fatto che l'albero appena tagliato non venga subito impiegato per la costruzione di uno strumento. E' a questo punto che inizia il giusto procedimento per trasformare alcune parti di legno in quella che poi sarà una chitarra.
Il migliore sistema consiste nella stagionatura delle tavole di legno ricavate dall'albero. Queste sono immagazzinate in ambienti dedicati e con una buona aerazione, in modo da far perdere al legno quasi tutta l'umidità che in esso è contenuto. La stabilità del legno avviene dopo numerosi processi di variazioni di temperatura e umidità, processi che durano varie stagioni. Da qui il termine stagionato. Per i legni di migliore qualità, questo sistema di essicazione può durare quindi parecchi anni e, chiaramente, ha dei costi molti elevati.
Attualmente, il sistema più diffuso è l ' essicazione a forno. Il legno viene posto in una fornace a fuoco lento, in modo da eliminarne l'umidità in esso contenuta. Questo processo è molto più veloce (poche settimane) e, chiaramente, meno costoso. Attualmente la maggior parte delle chitarre sono composte in legno essicato a forno, anche se alcuni liutai preferiscono sempre lasciare stagionare ulteriormente il legno per un periodo di tempo che può variare a seconda dei casi.

Il corpo della chitarra.

Sostanzialmente, il corpo dello strumento (il cui nome effettivo è cassa armonica o di risonanza) è composto da tre parti principali: la tavola frontale, le fasce laterali e il fondo. Tutti sono uniti da una serie di controfasce, mentre le giunte sono poi rifinite dai filetti decorativi.
La sezione che predomina, sia alla vista che come importanza timbrica, è senz'altro la
tavola. Questa può essere a pezzo unico oppure in due parti unite assieme (una tecnica definita ''a libro'', anche se non spesso utilizzata).
I legni migliori per quanto riguarda la tavola possono essere, tra gli altri, l'abete rosso, il cedro, la sequoia sempervirens (redwood). Molte delle tavole di fascia medio-bassa sono invece fatte con legno laminato (o compensato), che non sono altro che sottili strati di legno incollati assieme in modo che le venature siano alternate l'una con l'altra. Questo tipo di legno, più resistente rispetto ad altri, come l'abete massiccio, è molto rigido e proprio per questo non vibra allo stesso modo dei legni sopracitati e, ovviamente, non produce un timbro oltremodo bello e pastoso.
La tavola può essere piana o leggermente arcuata. Il secondo caso si presta ad essere la migliore scelta, sia dal punto di vista timbrico, sia da quello prettamente strutturale, in quanto la curvatura resiste meglio alle variazioni di temperatura e umidità.
La tavola è sostenuta nella parte interna da una serie di liste di rinforzo, chiamate raggiere, che può variare nella disposizione da un modello all'altro di strumento (altro particolare che ne identifica il timbro).

La tavola può essere piana o leggermente arcuata. Il secondo caso si presta ad essere la migliore scelta, sia dal punto di vista timbrico, sia da quello prettamente strutturale, in quanto la curvatura resiste meglio alle variazioni di temperatura e umidità.
La tavola è sostenuta nella parte interna da una serie di liste di rinforzo, chiamate raggiere, che possono variare nella disposizione da un modello all'altro di strumento (altro particolare che ne identifica il timbro).

 

  Come sono disposte le raggiere nella parte interna della tavola.
Questo sistema è solo un esempio, in quanto i metodi sono diversi da un costruttore all'altro.

La buca (o rosa), che permette l'afflusso dell'aria all'interno del corpo, è attorniata dalla rosetta, che è un intarsio decorativo simile alle controfasce laterali. Gli intarsi hanno il doppio scopo di decorare lo strumento e di rinforzare i punti di unione delle varie parti della cassa. Sia le controfasce che la rosetta, solitamente, richiamano allo stesso disegno.

La fascia laterale della chitarra acustica, che può essere fatta con tipi di legno diversi dalla tavola, segue le curvature date dal disegno a otto dello strumento. Sia la fascia che il fondo (o tavola inferiore), sono fatte solitamente dallo stesso materiale Uno dei migliori è sicuramente il palissandro brasiliano, ma, dato che questo tipo di legno ha una disponibilità alquanto limitata, può essere egregiamente sostituito dal palissandro indiano, oppure dal mogano, il noce africano, il sicomoro o l'acero.

Le fasce sono due pezzi di legno che si uniscono da una parte allo zoccolo (il punto dove il manico si inserisce nella cassa) ad un top block (zucchetto), mentre nel punto opposto si saldano con un sistema definito bottom block (sciocchetta). Quest'ultimo può venire poi intarsiato, per coprire la saldatura delle parti.

 

  Lo stesso sistema sviluppato per la tavola superiore può essere usato, con le opportune varianti, anche per la tavola inferiore.

Lo zoccolo, invece, fa parte del sistema di incastro  del manico alla cassa, ed è fatto solitamente di legno massiccio, quale il mogano, oppure un blocco di laminato più resistente.
Il fondo, che solitamente è bombato, è ottenuto unendo insieme due pezzi di legno e viene rinforzato in modo analogo a quello della tavola, come da disegno.


Il manico.

Mentre al corpo della chitarra è assegnato il compito di dare la voce allo strumento, il manico si occupa della scelta delle note. La costituzione basilare del manico è di un pezzo di legno ritagliato nella apposita forma, anche se ci sono manici con paletta incollata. Anzi, quest'ultimo procedimento è attualmente il più usato, in quanto comporta uno spreco migliore di materiale rispetto al manico in blocco unico, dove viene sprecato più del 60% di materiale legnoso rispetto al blocco di partenza. Il manico a pezzo unico, però, risulta avere un suono migliore.

I metodi solitamente usati per unire il manico al corpo sono due: inserito con un incastro a cosa di rondine o avvitato. Nel primo caso, comune alla maggior parte degli strumenti acustici, l'estremità del manico viene intagliata come da figura, in modo da formare la parte maschio dell'incastro, che viene inserita nella fessura femmina adeguatamente ritagliata nello zoccolo, per poi essere incollati assieme.

 

  Il manico viene incastrato all'interno dello zoccolo, dopo di che vengono incollati. Nel caso invece il manico fosse avvitato, una serie di viti autofilettanti partirebbero dalla parte inferiore dello zoccolo penetrando poi nel manico.

All'interno del manico scorre la barra di rinforzo, che serve, come dice il nome stesso, a rinforzare il manico in contrapposizione alla tensione delle corde. Mentre nei primi modelli di manico con rinforzo la barra era costituita solamente da un astina (a sezione circolare o a forma di T) inserita in solco scavato lungo tutto il manico appena sotto la tastiera, si è pensato di introdurre la barra di tensione regolabile. Questa permette la correzione della curvatura del manico, in modo da poter regolare la tensione per ottenere, appunto, la curvatura della tastiera ideale per lo strumento. La barra regolabile è inserita in quasi tutti i modelli di chitarra folk ed elettrica. Solitamente, la barra di rinforzo non è presente nei manici di una chitarra classica.

  L'estremità regolabile di una comune barra di rinforzo. La barra è filettata, in modo da potere avvitare il dado e la rondella per mettere in tensione, o meno, la barra stessa. I sistemi di regolazione possono essere diversi a seconda della marca e del modello di chitarra.

La tastiera.

Sulla parte superiore del manico viene incollata la tastiera, la quale ospita i tastini (o ferretti) che servono a delimitare i tasti, sui quali vengono diteggiate le note. I legni che vengono usati per questa parte dello strumento sono il palissandro e l'ebano, ma anche altri tipi di legno scuri e molto duri. Alcuni strumenti elettrici montano tastiere in acero.
I tastini sono inseriti a pressione all'interno di appositi solchi ricavati sulla tastiera. La distanza che intercorre tra un tasto e l'altro diminuisce man mano che ci si avvicina in prossimità del corpo.
Sulla tastiera possono essere inseriti dei segnaposizione (o segnatasti), posti anche sul bordo superiore del manico. La loro utilità è di carattere visuale, in quanto identificano meglio la posizione di alcuni tasti, solitamente il 3°, 5°, 7°,  9°, 12°, 15°, 17°, 19°.
La tastiera può essere piatta, come nel caso della chitarra classica, da flamenco e di alcuni modelli di chitarra elettrica, oppure leggermente convessa. Inoltre è sempre più stretta in prossimità del capotasto, dove le corde sono anche più vicine tra loro, mentre si allarga verso il corpo dello strumento.
La larghezza della tastiera può invece variare a seconda dei modelli. Questo è infatti uno dei motivi per cui si preferisce un certo tipo di chitarra piuttosto che un altro. Per ovviare ad un problema del genere, non esiste che una soluzione: suonare su vari modelli di chitarra, dalla classica alla folk all'elettrica, con buona felicità del portafoglio...


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