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Woody Payne
Sweet Home Chicago
Dall'Album: "The Blues Brothers Original Soundtrack"
Atlantic XSD16017 - © 1980
Trascrizione: S. Farinoli
© 2000

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The Blues Brothers rimane uno dei film-culto degli anni '80. Scritto da John Landis e Dan Aykroid, quest'ultimo protagonista e interprete con John Belushi, il film non solo è bello, divertente, ma diventa nel nostro specifico caso un riassunto integrante di quello che è stato fino ad allora il rhythm and blues e il soul degli anni '70. La Blues Brothers Band diventa proprio grazie al film una band di riferimento nel settore, mentre la mitica coppia di "brothers" crea una moda e uno stile che ancora oggi ritroviamo nelle più svariate citazioni, dai programmi televisivi alle pubblicità fino ai costumi di carnevale. Anche in occasione del ritorno sugli schermi alla fine degli anni '90 (Blues Brothers 2000), la band non ha certo fatto dimenticare i vecchi anni passati. Peccato che purtroppo John ci aveva lasciati un anno dopo l'uscita del primo film...
Quello che ha reso magica la saga dei Blues Brothers è stato sicuramente l'apporto di artisti quali Ray Charles, Aretha Franklin, James Brown, e ovviamente i vari membri della Blues Brothers Band. In Blues Brothers 2000 troviamo anche Eric Clapton e B.B. King.
I chitarristi ufficiali della band sono Steve Cropper e Matt "guitar" Murphy, anche se nella colonna sonora hanno preso parte anche altri chitarristi, come Elliot Randall, Keiv Ginsberg e Hiram Bullock. Sebbene siano uscite più versioni del brano, comparse sui alcuni Live della band, Sweet Home Chicago è per eccellenza il brano blues dell'album del film, brano che ben si presta ad una analisi ritmica, armonica e solistica. Vedremo infatti di valutare l'intro, un chorus di ritmica, e i due chorus di solo della chitarra di "guitar" Murphy (se ricordo bene era suo il solo, appunto, su Sweet Home Chicago").
Le parti strumentali qui analizzate possono essere studiate utilizzando l'apposita base in formato midi-file alla quale è stata tolta la traccia di chitarra. In questo modo è possibile esercitarsi suonandoci sopra la propria parte.


Introduzione

Occorre una premessa. Sebbene il brano sia stato trascritto in 4/4, Sweet Home Chicago povrebbe anche essere inteso come un 12/8, data la sua natura terzinata. Nel caso (come il nostro) del tempo standard, gli ottavi devono comunque essere intesi come ottavi terzinati, secondo la dicitura riportata a lato. Fatta questa premessa, possiamo cominciare l'analisi.
L'intro è un classico della chitarra blues. Analizziamone la costruzione.

Si lavora in decima posizione, con l'indice su 1a corda, 10° tasto e l'anulare su 2a corda, dodicesimo tasto. Potete vedere come la prima nota (il B al 12° tasto) di ogni terzina venga appoggiata dal A# (11° tasto), premuto dal dito medio. Il movimento è immediato e infatti la nota reale effettiva è il B, anche se ovviamente deve sentirsi l'appoggiatura.
Nella seconda battuta il finale viene variato con l'aggiunta di un bending sull' 8° tasto della 2a corda, eseguito dal dito medio e mantenendo fermo l'indice al 7° tasto della 1a corda. Questo bending altera di circa un qarto di tono la nota G, dando l'intenzione di volere trasportarne l'intonazione da G (terza minore dell'accordo di E), a G# (terza maggiore). Questo passaggio è tipico del blues, dove a volte il terzo grado minore viene alterato leggermente nell'intonazione, creando così l'effetto tipico definito "blue note".
Nella terza battuta troviamo un tornaround tipico che finisce sull'accordo di B7/9 della quarta battuta.



Accompagnamento
Può essere interessante notare come l'accompagnamento di chitarra sia più che altro inteso come abbellimento e controcanto. Infatti, più che lavorare sugli accordi, nelle 12 battute prese in esame, che corrispondono al primo giro di cantato, dovremo suonare alternando dei riff a delle parti di effettivo abbellimento. Troviamo, ovviamente, anche degli accordi, come si può vedere nelle battute iniziali e finali, che possiamo leggere come E7/9 (battuta 1) e B7/9 (battuta 12).
I riff sono sempre diversi, allo scopo di creare una varietà ritmica, e li troviamo principalmente nelle battute interessate dall'accordo di A7. Nelle altre battute prevalgono gli abbellimenti. Ad esempio, è tipico l'ostinato suonato sul E7 a battuta 3, che si conclude con una scalata (battuta 4) introduttiva al riff successivo di A7.
A battuta 9 troviamo il B7, suonato con la tecnica ibrida plettro-dito, mantre le ultime due battute includono il tournaround finale.

Le parti di chitarra analizzata finora vuole essere di esempio per capire quanto è importante il lavoro chitarristico anche sotto l'aspetto ritmico. Prendetene spunto per studiare anche la ritmica nel resto del brano, che lavora, comunque, sulla falsa riga del materiale trattato.
Nella pagina seguente analizziamo i due soli di chitarra.