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Il Country


Tra le tante tecniche e gli stili chitarristici in voga negli ultimi decenni, una notevole influenza hanno avuto le tecniche e i licks derivati dal country. Considerando che il blues, elemento base in tutti gli stili moderni, è molto legato al country sotto il profilo armonico, è facile intuire come lo stesso country diventa un punto di rifermento per i più svariati generi musicali. Tanti chitarristi diversi tra loro come stile utilizzano nelle proprie composizioni e improvvisazioni tecniche e licks country. E si può dire che se il blues è universale come stile di esecuzione, in quanto può essere abbinato a qualunque strumento, il country è legato propriamente agli strumenti a corda, come il violino, banjo, mandolino e, ovviamente, la chitarra.
A prescindere da questo, il country si può definire un genere tipicamente americano, nato agli albori del vecchio "far west". E mentre il blues rimane, di base, un genere per così dire semplice, che certamente non richiede una particolare predisposizione tecnica, il country si differenzia dal blues fondamentalmente proprio sotto l'aspetto tecnico, in quanto nell'affrontare un brano country la capacità tecnica del musicista è spesso messa a dura prova.
Come in tutti generi musicali, nel suonare il country è possibile utilizzare anche tecniche basilari abbordabili anche ai neofiti dello strumento. Questo, sotto il profilo didattico, ci permette di seguire un percorso di studio che gradualmente ci porterà a conoscere i molteplici aspetti di questo genere così amato da molti chitarristi e utile in qualsiasi situazione lo si possa adottare.
Cerchiamo di affrontare lo studio analizzando innanzitutto le tecniche fondamentali con le quali si suona il country, sia sotto l'aspetto ritmico, sia sotto quello meodico e armonico. In questo modo ci faremo una solida base di preparazione tecnica che ci permetterà in seguito di approfondire lo studio a quelle tecniche avanzate tanto care ai chitarristi "tecnici", e di sicuro impatto durante l'improvvisazione.



Tecniche fondamentali

Come già accennato in precedenza, il country è molto legato, armonicamente, al blues e, in alcune forme, utilizza anche armonie e cadenze tipiche del blues (come ad esempio l'uso dei tre accordi di I°, IV° e V°), anche se magari disposti in modo diverso a seconda del genere. La differenza, in ogni caso, è dovuta a due fattori principali, cioè la tipologia degli accordi e l'uso delle scale nell'improvvisazione.

  • Gli accordi, nella sua forma base, sono semplicemente maggiori o minori, mentre nel blues prevedono sempre l'uso della settima, particolare, questo, che ne cottraddistingue anche poi l'uso melodico delle scale pentatoniche minori. Nella sua forma più evoluta, il country prevede armonizzazioni via via sempre più complesse, che si avvicinano, in casi estremi, alle armonizzazioni tipiche del jazz. Cosa, questa, comune anche alle armonizzazioni tipicamente jazz-blues.
  • La scala utilizzata maggiormente nel country è la scala pentatonica maggiore. Nel blues la pentatonica minore. Questa è la differenza sostanziale. Nelle sue forme più elaborate armonicamente, entrano in gioco altre scale, specialmente quelle modali.

Molte altre piccole differenze separano i due generi, che rimangono comunque legati spesso in modo evidente. Ad esempio, la velocità di esecuzione, che nel country è spesso portata a livelli vertiginosi, mentre nel blues è molto contenuta (basti pensare ad un certo Mister SlowHand...). Tutte caratteristiche, comunque, che verranno analizzate in seguito.

La base armonica
Per cominciare a sviluppare l'uso delle tecniche relative allo stile country possiamo incominciare a lavorare direttamente su di un brano tipico di questo genere, la cui base la costruiamo appositamente per poi lavorarci sopra a livello melodico. E proprio dalla base, più precisamente dall'accompagnamento, iniziaremo a lavorare, considerando un giro armonico molto semplice, basato su di un chorus di quattro battute ripetute in modo ciclico. Una base che sarà solo un esempio di accompagnamento e che verra più avanti elaborata e analizzata sotto molteplici aspetti che ne faranno un brano molto utile sotto l'aspetto didattico.
Osserviamo la struttura della base armonica.

Come vedete, l'armonia è semplicissima. Volutamente semplice in modo da sviluppare l'accompagnamento secondo le regole più comuni del country. E partiamo subito a vedere un primo accompagnamento, basato ad esempio sull'uso delle pennate sui bassi alternati. In pratica, su ogni accordo possiamo suonare sia il basso standard, cioè la tonica dell'accordo stesso, sia una altro basso che possiamo aggiungere o trovare già diteggiato.
Nell'accordo di C maggiore possiamo aggiungere il dito anulare sulla sesta corda al terzo tasto, alternando i due bassi (note C e G, rispettivamente su quinta e sesta corda al terzo tasto)
Nell'accordo di F maggiore alterniamo la tonica F su sesta corda al primo tasto con la nota C della quinta corda.
Nell'accordo di G maggiore alterniamo la sesta corda, cioè la tonica, con la quarta corda a vuoto.
In pratica, su ogni accordo alterniamo il I° con il V° dell'accordo (se non conosci perfettamente le regole che gestiscono i gradi degli accordi, vedi la sezione di teoria relativa agli intervalli, oppure quella relativa alla costruzione degli accordi...).
Ecco un primo esempio di accompagnamento a bassi alternati.

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Come potete vedere, la pennata (sempre in giù) si alterna tra i bassi dell'accordo e l'accordo vero e proprio. Ed è possibile notare come sull'accordo vengano scelti alcuni gruppi di corde rispetto ad altri. Nel C maggiore, l'accordo viene suonato su quarta, terza e seconda corda, tralasciando la prima. Anche se l'accordo viene diteggiato per intero. Nel F e nel G vengono suonate le prime quattro. Questo sistema è molto utile per dare "colore" ad una diteggiatura, senza cambiare note interne all'accordo.


Una prima variazione la possiamo ottenere sostituendo, ad ogni accordo, il primo e il secondo movimento della battuta. In pratica suoniamo delle pennate, a sedicesimi, sull'accordo e non sul basso. Una variazione banale, ma che cambia drasticamente la sonorità dell'accordo. Notare come venga usata la pennata alternata sull'accordo, mentre quando "giocano" i bassi la pennata rimane fissa in giù. Si tratta sempre, comunque, di bassi alternati.

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Rivoltiamo l'esempio precedente, mettendo la ritmica a sedicesimi su terzo e quarto movimento. Anche in questo la sostituzione è semplice, ma l'effetto sonoro si fa' sentire. Ovviamente vale quanto detto sopra...

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Nell'esempio che andremo ad analizzare ora, sostituiamo la diteggiatura a barrè completo dell'accordo di F maggiore con quella, sempre di F, che trovate nel grafico a lato. Ci servirà per agevolare l'uso di particolari tecniche di accompagnamento. La diteggiatura del C e del G rimangono uguali.

Una delle tecniche più comuni nell'accompagnamento country è senza dubbio l'uso dell'hammer-on all'interno dell'accordo, ottenuto aggiungendo una o più note al voicing della diteggiatura. Si tratta di unire due note con una legatura ascendente, in modo tale da creare un passaggio armonico che arricchisce il sound dell'accordo stesso. Solitamente, l'hammer-on lega il II° con il III° dell'accordo, anche se possono esserci numerose varianti, ottenute lavorando con gradi diversi. Osserviamo l'esempio seguente.

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Analizziamo la partitura.
Nell'accordo di C maggiore, abbiamo la nota D (II°), suonata sulla quarta corda a vuoto, che viene legata alla nota E (III°), posta sul 2° tasto della stessa corda. Alla base dello stesso ragionamento si suona l'accordo di G. Ovviamente , i gradi (II° e III°) relativi al G maggiore sono le note A e B.
Anche l'accordo di F viene trattato allo stesso modo, utilizzando le note G e A, rispettivamente II° e III° del F maggiore. Come già detto, abbiamo adeguato la diteggiatura per ottenere questo passaggio. Alla fine della battuta verrà inoltre aggiunta la nota C sulla quinta corda, per ottenere il caratteristico basso alternato.


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