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La scala minore melodica


La scala minore melodica è una delle più interessanti scale utilizzate nella musica moderna, specialmente in ambito jazz. Infatti, nel suo sviluppo modale, vi è stato un grande utilizzo del suo settimo grado (definito modo superlocrio), per il grande successo della sua particolare sonorità durante le improvvisazioni di carattere jazzistico. Ma di questo se ne parlerà più avanti. Innanzitutto, è fondamentale capire come viene costruita la scala minore melodica , ripercorrendone brevemente la sua origine, argomento ampiamente trattato nell'apposita sezione di teoria relativa alla scala stessa.
Nella musica moderna, la scala minore melodica viene spesso definita come real minor melodic, e in effetti il termine le si addice sicuramente, data la sua importanza nell'esecuzione melodica di un solo, in modo particolare per la possibilità di utilizzo su accordi di dominante alterati. Il sistema più semplice per capirne la sua costruzione è sicuramente quello di paragonarla alla scala maggiore, in quanto la differenza è solo in grado, più precisamente il III°, che nella minore melodica è abbassato di 1 semitono rispetto alla relativa maggiore. Possiamo vedere come questo sia possibile, osservando ad esempio la diversità tra la scala maggiore (battuta a sinistra) e la scala minore melodica (battuta a destra), che vediamo in tonalità di C.

Come si può facilmente notare, il III° (nota E) della scala maggiore si abbassa di 1 st nella minore melodica, arrivando a Eb. Questo, ovviamente, vale per tutte le tonalità. A questo punto possiamo vederne le diteggiature.


Le diteggiature

La tonalità usata come esempio è quella di C, che ben si presta all'analisi grazie alle note naturali (tranne una) che la compongono, e quindi più semplice da assimilare. Le diteggiature principali vengono sviluppate con il sistema già visto, ad esempio, nelle scale maggiori a tre note per corda . Attenzione quindi all'uso della nomenclatura delle posizioni, in quanto potreste trovare una posizione (ad esempio la seconda) e suonare anche una nota sul primo tasto. In questo caso si deve mantenere la posizione, cioè la seconda, allargando solamente il dito indice fino al primo tasto senza spostare la mano.
I nomi che trovate abbinati alle varie diteggiature sono e devono essere intesi come un criterio personale di "schedare" le diteggiature stesse. Di conseguenza, ogni scala potrà essere trasportata nelle altre tonalità sempre facendo riferimento alla tonica, che è la nota di colore blu nei grafici, partendo nell'esecuzione dalla tonica più bassa, quella cioè più vicina alla sesta corda, salendo fino alla nota più alta della diteggiatura, scendendo fino a quella più bassa per poi ritornare di nuovo alla tonica di partenza. Fate attenzione anche alle diteggiature consigliate, in quanto potrebbero creare problemi di impostazione a causa dei numerosi cambi di posizione.
I numeri sulle corde indicano ovviamente le dita da usare, mentre il numero romano posto sotto lo schema indica la posizione di riferimento per la tonica più bassa. Questo anche se leggendo le spiegazioni delle diteggiature vedrete nominate più posizioni all'interno di una stessa diteggiatura. Mentre, per quanto riguarda la costruzione delle diteggiature, vedremo di lavorare sempre a tre note per corda. Infine, voglio ricordare l'uso direi obbligatorio della pennata alternata .


Min Mel 1

La prima diteggiatura spazia addirittura su sette tasti, considerando anche l'estensione della mano sinistra sulla sesta corda aperta a cinque tasti. La posizione della diteggiatura è la seconda, (indicata dal numero romano), e si esegue partendo dalla tonica su 5a corda con il 2° dito. Questo per 6a, 5a, 4a e 3a corda.
Sulla 2a corda si lavora un tasto avanti (terza posizione), mentre sulla 1a corda ci si sposta ulteriormente di un tasto.


Min Mel 2

Diteggiatura che comprende uno spazio di lavoro pari a sei tasti, sviluppata in quarta posizione su tutte le corde tranne la prima corda, sulla quale si lavora in quinta posizione. Attenzione al fatto che nelle tre corde basse il dito indice suona un tasto indietro.


Min Mel 3

Due posizioni effettive di lavoro, quinta (le quattro corde basse) e settima per le due corde alte. Attenzione al finger-streeching del dito mignolo che si allarga al di fuori della posizione su quarta corda.


Min Mel 4

Due posizioni effettive di lavoro, settima (le quattro corde basse) e ottava per le due corde alte, su di una diteggiatura di nuovo a sette tasti.


Min Mel 5

Come nella diteggiatura 2, anche in questo caso l'indice sarà fuori posizione, questa volta sulle tre corde basse. Sulle prime due corde si lavora una posizione avanti (la decima)


Min Mel 6

Su quinta e terza corda il mignolo lavora fuori posizione, mentre sulla prima corda è l'indice a lavorare fuori posizione. Per la mano sinistra, in pratica, sono due le posizione di lavoro (decima e dodicesima).


Min Mel 7

Ancora una diteggiatura a sette tasti, con l'indice che suona un tasto indietro sulla sesta corda (undicesimo tasto sulla dodicesima posizione effettiva), sulla terza corda (dodicesimo tasto sulla tredicesima posizione effettiva), mentre il mignolo si sposta di un tasto avanti sulla prima corda. Per la mano sinistra, in pratica, sono due le posizione di lavoro (dodicesima e tredicesima).



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