Introduzione
Diteggiature
Esercizi melodici
Esercizi tecnici



...search in soundme:
  
Ricerca personalizzata

Sviluppo modale
della scala minore melodica

L'uso più comune della scala minore melodica è quello che sostanzialmente viene visto attraverso l'utilizzo delle scale modali. Queste infatti suddividono la scala in sette ulteriori scale, ognuna con un ruolo ben definito per l'armonizzazione, specialmente in ambito jazz o comunque moderno. Per capire come sono costruite le scale modali è possibile fare riferimento all'apposita sezione, osservandone poi lo sviluppo in ambito minore melodico nella sezione di teoria appositamente dedicata. Diamo quindi per scontata la perfetta conoscenza teorica dello sviluppo modale della scala minore melodica.

Possiamo ora riassumere brevemente quali sono le sette scale modali che nascono dall'armonizzazione della scala minore melodica, che vediamo nello specchietto a lato. E possiamo anche privilegiare un modo in particolare, e cioè quello che nasce sul VII°. Infatti, questo modo da' origine alla scala superlocria , una delle più comuni nell'improvvisazione e nell'armonizzazione moderna. Resti inteso, ogni modo ha la sua collocazione in ambito armonico, ma la scala superlocria (e cioè il VII° della scala minore melodica) ha un importanza vitale, al pari dei più classici modi che nascono nello sviluppo modale della scala maggiore.

 
Ipoionico
II° Dorico 2b
III° Lidio aumentato
IV° Lidio 7b
Misolidio 6b
VI° Locrio #2
VII° Superlocrio

La Scala Superlocria

Consideriamo, a titolo di esempio, la scala minore melodica in tonalità di C, sviluppata nei suoi sette modi. L'ultimo di questi, oramai ben conosciuti, ha come tonica la nota B, e la successione di note porta quindi ad avere questa sequenza:
B - C - D - Eb - F - G - A - B
Come sempre, per capire una scala è importante conoscere perfettamente il rapporto che la successione di note della scala stessa ha in relazione alla scala maggiore, la cui tonica sia ovviamente la stessa in entrambe le scale. In pratica, mettiamo a confronto la scala superlocria di B (a destra) con la scala maggiore di B (a sinistra).

E' palese notare come la diversità delle due scale sia enorme. Ma non è questo il punto. Quello che dobbiamo capire è la loro costruzione, e principalmente il rapporto dei gradi delle note che compongono queste due scale, al fine di analizzarne la loro correlazione, attraverso l'uso degli intervalli. Osservando quindi i gradi della scala maggiore, è facile capire come questi vengano adattati nella scala superlocria.

Nella scala superlocria quasi tutti i gradi sono bemolle, quindi abbassati di un semitono. In pratica, per fare un esempio: se nella scala maggiore la nota C# è un II°, nella superlocria diventa II°b (C# abbassato di un semitono, cioè C); oppure, se nella scala maggiore la nota F# è un , nella superlocria diventa V°b (F# abbassato di un semitono, cioè F). Notate un particolare: il IV° (nota E) della scala maggiore viene anche esso abbassato di un semitono (IVb°: nota Eb). Tra parentesi viene però specificato il fatto che questo sia anche da intendersi come III° maggiore. La particolarità della scala superlocria è anche questa, di avere quindi entrambi i due terzi gradi (minore e maggiore).
E' quindi molto importante considerare la scala superlocria come scala fine a se stessa, con la sua tonica e i suoi gradi relativi, così come in effetti dovrebbero essere considerate tutte le scale modali. Bisogna comunque dire che in questo caso particolare si può pensare alla scala minore melodica partendo dal settimo grado, data la sua vicinanza alla tonica: si può dire che è sicuramente più semplice. A voi la scelta.

A questo punto dovremo cercare di lavorarci su questa scala, più che altro per capire quando, come e dove utilizzarla. Si può dire che la regola base è questa: la scala superlocria può suonare su qualsiasi accordo di dominante alterato. Rimanendo nella tonalità della scala vista finora (B superlocria), possiamo quindi usarla ad esempio su accordi come B7#5, B7b5, B7#9, B7b9, B7#11, B7alt. Se osserviamo il seguente schema possiamo capire il perchè di tutto questo.

E' utile partire dalla struttura dell'accordo di B, composto dalle note B, D# e F#, alla quale viene aggiunto il VII°b (nota A), in modo da formare l'accordo di dominante, cioè B7, comprensivo quindi delle note B, D#, F# e A. Ad un accordo di dominante possiamo aggiungere altri gradi (che nello schema definiamo come B7 grade): potremo quindi abbellire l'accordo utilizzando la nota C# (IX°), la nota E (XI°) e la nota G# (XIII°). Questi gradi, oltre al già citato (), possono essere alterati, nel modo che vediamo sotto la dicitura "alterations". E quindi possiamo trovare un IX°#, che è poi la nota C# (IX°) innalzata di un semitono, e quindi C## (enarmonico di D, cioè la stessa nota), oppure il V°b, che è il (F#) abbassato di un semitono, cioè la nota F.
La scala superlocria è formata da una serie di note che possiamo trovare appunto nelle alterazioni viste nel grafico. A questo punto risulta chiaro come si adegui perfettamente alla struttura di un accordo di dominante alterato che, ricordiamo, è composto dall'accordo di settima con aggiunta una delle alterazioni viste e da cui prenderà poi anche la denominazione (come ad esempio B7#11, se aggiungiamo il XI°#, o B7#5 se alteriamo il V°#), o anche la somma di più alterazioni (ad esempio B7#5#9).


Ex. 1

E' ora di provare sul campo la scala superlocria e, per non uscire dagli schemi tonali descritti fino ad ora, possiamo osservare la prima frase scritta su di una accordo di B7#5. Osservate le note che compongono la frase: si può vedere, ma soprattutto sentire, come queste si amalgano con l'accordo, creando, naturalmente, una certa tensione che è fondamentale alla frase per risultare "logica" su di una accordo che comunque è già tensivo di per se stesso.


Play and listen to mp3 audio example.


Ex. 2

E' opportuno anche fare un altra considerazione. Nell'esempio 1 la parte suonata era vista, come abbiamo detto, su un B7#5. Proviamo a fare un esperimento, alterando l'accordo di dominante in altro modo e suonando sopra la stessa frase. Il risultato sonoro cambierà in relazione all'accordo, ma sempre in modo logico, e si adatterà di volta in volta al nuovo accordo.
Provate a sentire gli esempi selezionando uno degli accordi a lato, e vi accorgerete di quanto interessante sia questa particolare situazione.

chord
example
B7#5b9
Play and listen to mp3 audio example.

B7#5#9
Play and listen to mp3 audio example.

B7b5
Play and listen to mp3 audio example.

B7b5
Play and listen to mp3 audio example.


Ex. 1

Vediamo ora come organizzare una frase sulla scala superlocria all'interno di un giro armonico jazz. In questo caso usiamo una sequenza di accordi nella tonalità madre a cui appartiene l'accordo di B7, che è posto sul quinto grado di E maggiore. Utilizziamo nell'ordine il II°, V°, I° e VI°, che, armonizzando in modo abbastanza semplice la tonalità di E ci porta ad avere rispettivamente F#m7, B7#5, Emaj7 e C#m7.
Nella partitura illustrata sotto è possibile vedere l'uso della scala superlocria quando la linea melodica viene a lavorare sull'accordo di dominante alterato (in questo caso B7#5). E' stata volutamente inserita la sequenza di note in modo scalare al fine di risaltare il più possibile la sonorità della scala stessa.
Osservando la linea melodica negli altri accordi possiamo vedere l'uso di una triade minore di F# sull'accordo di F#m7 (prima battuta). Oppure l'utilizzo di un passaggio tipicamente bluesy sull'accordo di Emaj7, evidenziato dal cromatismo delle note G e G# circa a metà della terza battuta (appunto sull'accordo di Emaj7). Infine, nell'ultima battuta, di nuovo l'uso di una triade minore, questa volta di C# sull'accordo di Cm#7.


Play and listen to mp3 audio example.


Concludiamo questa prima parte offrendo un solo completo e improvvisato sulla base del chorus appena analizzato, basato ovviamente sulla nostra scala superlocria. Inoltre potete anche suonare e sperimentare le vostre improvvisazioni sulla base dedicata proprio a questo tipo di studio.

Solo
Play and listen to mp3 solo audio example.

Base
Base mp3 file




Pagina precedente

torna all'inizio della pagina
Inizio pagina

Pagina successiva

Print