Il sistema modale
Esercizi base
Armonizzare i modi
Impro fase 1
II° - V° - I°
II° - V° - I° a triadi



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Armonizzare i modi.

Se da un lato lo sviluppo modale di una scala ci ha portato a costruire una serie di scale modali relative alla scala stessa, dall'altro è possibile armonizzare ognuna di queste scale in modo tale da ricavarne una serie di accordi utili sia a livello compositivo che improvvisativo. Se è possibile armonizzare una scala maggiore utilizzando ad esempio una costruzione a triadi, è ovviamente plausibile farlo anche per ogni singola scala modale.
Armonizzare una scala è un operazione tutto sommato semplice: naturalmente occorre imparare una serie di regole basilari allo scopo, le quali possono essere studiate ed analizzate nell'apposita sezione relativa all'armonizzazione dei gradi di una scala maggiore, percorso questo che consiglio seguire obbligatoriamente a chi non abbia dimestichezza con le nozioni teoriche relative, appunto, all'armonizzazione delle scale e agli intervalli. Conoscere perfettamente le possibilità armoniche offerte dai singoli modi è utile per affrontare gli studi dedicati all'improvvisazione modale, argomento di primaria importanza nella tecnica personale di ogni singolo musicista.



Improvvisazione modale fase 1

Ora che abbiamo un po' di confidenza sulle diteggiature modali, almeno nelle loro forme basilari, possiamo avventurarci nell'infinito universo dell'improvvisazione modale. In questa sede tratteremo l'argomento abbinandolo esclusivamente all'uso delle scale modali, in quanto potrete trovare nel sito una sezione appositamente dedicata all'improvvisazione in generale.
Una delle domande più ricorrenti a riguardo delle scale modali è quella relativa all'uso delle stesse in ambiente compositivo e improvvisativo: non è ovviamente semplice gestire l'uso dei modi relativi agli accordi, e per fare questo vedremo di fare un po' di luce sull'argomento, cercando di strutturare un percorso a livelli.
All'interno di un brano gli accordi si susseguono nella maggior parte dei casi secondo una sequenza logica che fa' capo ad un infinita serie di regole legate all'armonia classica e moderna. Pensate che un chitarrista alle prime armi di solito si trova (quasi sempre senza saperlo, direi) spesso ad affrontare una delle più semplici successioni armoniche di accordi, come può essere il più classico (dei classici) giro armonico, da molti identificato come giro di DO (se questo è, naturalmente, in tonalità di C maggiore). Bisogna considerare comunque il fatto che questa semplicissima sequenza di accordi nasce da una serie di regole legate all'armonizzazione dei gradi gradi di una scala, e, di conseguenza, anche all'armonizzazione modale. In molti casi, gli accordi vengono legati fra loro attraverso l'uso di un particolare sistema di cadenze, termine con il quale si identifica un certo tipo di rapporto tra due accordi. Ed è proprio dalla più classica di queste cadenze che iniziamo lo studio dell'improvvisazione modale.

Cadenza
II° - V° - I°

Armonizzando i vari modi di una scala maggiore, possiamo vedere come ognuno dei singoli accordi sia visto anche come grado derivato dalla tonalità di appartenenza dei modi stessi. Una delle situazioni più comuni, nell'ambito della musica pop e jazz, è la successione degli accordi solitamente definita come II° - V° - I°, che può anche essere vista come cadenza composta. L'enorme utilizzo che ne è stato fatto in tutto il periodo relativo al XX° secolo (e tutt'ora, anche), dimostra ampiamente come questa successione armonica sia di fondamentale importanza nella composizione e nell'improvvisazione moderna. In merito allo specifico argomento quì trattato, possiamo anche dire che il II° - V° - I° può essere un'ottima fonte di studio per l'improvvisazione modale. In commercio esistono numerosi testi didattici che trattano questo tipo di argomento, non solo per chitarra, ovviamente, ma anche per tutti gli altri strumenti, e questo fa capire quanto sia necessario conoscerne a fondo tutte le sfumature.
Cerchiamo di analizzare le principali caratteristiche della cadenza II° - V° - I° nella successione che viene a crearsi in tonalità di C maggiore utilizzando gli accordi a 4 voci. L'accordo che nasce sul modo dorico, secondo grado, è Dm7, l'accordo che nasce sul modo misolidio, quinto grado, è G7 ed infine l'accordo che nasce sul modo ionico, primo grado, è Cmaj. Come primo lavoro è conveniente sviluppare la successione di accordi in modo tale da prenderne confidenza sia sotto l'aspetto puramente tecnico, cioè le diteggiature basilari, sia sotto l'aspetto sonoro.

II°-V°-I° in Cmaj Scarica il midi file della base

Come potete facilmente notare, nella parte da suonare abbiamo i tre accordi in questione suddivisi uno per battuta, con la differenza nel Cmaj7, il quale suona per due battute. La ritmica, a semiminime, è volutamente semplice, in modo da agevolare l'apprendimento delle diteggiature degli accordi. Imparate bene queste diteggiature, le cui posizioni sono fondamentali nell'accompagnamento moderno, magari provandole anche sulla base midi allegata. Ora dovremo quindi valutare le scale che possono essere utilizzate all'interno di ognuno dei tre accordi.
Innanzitutto osserviamo come potere sfruttare le singole scale modali per ricreare una prima linea melodica. Valutiamo il fatto di abbinare ad ogni accordo la propria scala modale di appartenenza. Ad esempio, sull'accordo di Dm7, secondo grado della tonalità di C maggiore (e quindi un accordo dorico), suoniamo la propria scala dorica. Il tutto, ovviamente, cercando di costruire una linea melodica. Nell'esempio seguente si può facilmente notare come siano legati i modi ai rispettivi accordi. Può anche essere utile ascoltare l'esempio.

II°-V°-I° in Cmaj: melody Scarica il midi file della base

Le note di tutti tre i modi sono sviluppate in seconda posizione, all'interno della type 1 in C maggiore, ed è importante è capire principalmente come debbano essere utilizzate le scale. Come potete ben vedere, infatti, le note non sono messe in sequenza continua (cioè scalare: C, D, E eccetera), ma si trovano in modo alquanto vario. E' proprio questa la parte più complicata sulla quale occorre spendere maggiori energie.
La linea melodica viene a crearsi dalla fantasia creativa di chi la concepisce ed infatti ad da una scala possono essere create un numero pressochè illimitato di linee melodiche, diverse per disposizione di note, ritmo, accenti eccetera. Nell'esempio di cui sopra è palese come le note abbiano una sequenza ritmica molto regolare. Se manteniamo la stessa diteggiatura possiamo fare una variazione anche rilevante nell'esecuzione melodica solamente lavorando sul ritmo delle note.
Osservate l'esempio sotto.

II°-V°-I° in Cmaj: melody Scarica il midi file dela base

In questo caso la ritmica a sedicesimi, seppure basata sulle diteggiature dell'esempio precedente, gioca un ruolo importante nel contesto sonoro della linea melodica. Ascoltandone l'esempio con la base capirete prima ancora di suonarlo voi stessi quanto può essere interessante lavorare sul ritmo, oltre che sulle note, ovviamente.
Nell'esempio successivo potete osservare l'uso di un clichè.

II°-V°-I° in Cmaj: melody Scarica il midi file della base

Si tratta in questo caso di suonare una serie di note mantenendone costante l'intenzione melodica. Sul Dm7, ad esempio, la scala di D dorico viene suonata a quartine di sedicesimi scalati a gruppi di quattro. Ascoltando l'esempio fate attenzione al flusso regolare delle note durante la scalata, ma anche alla scelta delle note in tutte quattro le battute dell'esempio.
Nei tre esempi successivi è possibile suonare in posizioni differenti sulla tastiera, allo scopo di sviluppare anche altre diteggiature. Sarà compito vostro quello di analizzare la scelta delle linee melodiche e ritmiche, osservando l'uso di alcune note più caratteristiche all'interno della scala modale di appartenenza in relazione all'accordo sulla quale suona.

II°-V°-I° in Cmaj: melody

II°-V°-I° in Cmaj: melody

II°-V°-I° in Cmaj: melody


Nelle pagine successive proseguiremo nell'analisi armonico melodica della cadenza II° - V° - I°, oltre che allo studio dei voicing degli accordi, della ritmica e dell'accompagnamento.


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