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La terzina.

Sia la croma che la semicroma sono da considerare una divisione ritmica regolare, in quanto dividono in parti uguali un movimento. Esistono anche le divisioni ritmiche irregolari, che troviamo ogni qualvolta ci imbattiamo in un gruppo di note dispari dello stesso valore di tempo. Un esempio su tutti è la terzina, che consiste in una sequenza di tre note su di un tempo normalmente occupato da due note. Vediamo di analizzare come gestire la divisione ritmica della terzina.
Come esempio di partenza cercheremo di capire la costruzione della figura ritmica a tre note analizzando la terzina in ottavi. Osservando la figura sottostante possiamo innanzitutto dare un valore numerale fittizio alle note, che ci serve più che altro da aiuto visuale alle nozioni teoriche che state per apprendere.

Calcolando che la nota da quarto vale 100, l'ottavo, che ne è la sua metà ne vale ovviamente 50. Due ottavi sommati assieme (50 + 50) danno un quarto (100). La terzina di ottavi si ottiene inserendo, all'interno del gruppo di due ottavi, un ulteriore nota da ottavo. E' palese il fatto che questa operazione darebbe come risultato una nota da quarto del valore numerico 150, che ovviamente non coincide con il valore reale (100) del quarto. Bisogna quindi operare una sorta di restringimento del valore degli ottavi (quelli nella terzina chiaramente), "pressandoli" all'interno del valore 100. Come risultato otteniamo una serie di tre note, ognuna delle quali ha un valore numerale che è il risultato tra 100:3. Le tre note in questione hanno un risultato che è 33,33 periodico.
Facendo l'operazione inversa non si ottiene però il numero di partenza (100), e in pratica non si ottiene il valore di semiminima della nota da quarto. Per ovviare a questo è possibile trasformare i numeri periodici in numeri interi, dando alla prima nota il valore 34 e alle altre due il valore 33. Sommando le tre note avremo: 34+33+33=100. Musicalmente questo si può ottenere accentando la prima delle tre note che compongono la terzina, in modo da prolungarne il suono quel tanto che basta da fare risaltare questa leggerissima variazione temporale.
Per quanto concerne la pennata, questa può essere vista in due modi, illustrati negli esempi che vedete sotto. Nel primo caso viene utilizzata una pennata che mantiene sempre il battere (pennata in giù) sulla prima nota di ogni gruppo di terzina, con l'evidente risultato di ottenere una successione composta da giù su giù continui. Se provate a pronunciare le tre sillabe in sequenza automaticamente dividete il tempo in terzina:
giù su giù giù su giù giù su giù giù su giù.
La pennata alternata, utile su tempi di esecuzione più veloci, è più complicata, almeno sotto l'aspetto ritmico. E' consigliabile esercitarsi dapprima con la pennata del primo esempio. Quando si ha raggiunto un sufficiente grado si coordinazione si passi al secondo. Negli esercizi a seguire, la pennata è scritta comunque nel primo sistema.

Ex #1 - Un movimento da quarto viene alternato ad un movimento di terzina.

   scarica il file midi dell'esercizio #1

Ex #2 - Un movimento da ottavi viene alternato ad un movimento di terzina.

   scarica il file midi dell'esercizio #2

Ex #3 - Un movimento da ottavi viene alternato ad un movimento di terzina.

   scarica il file midi dell'esercizio #3

Una parentesi su di un tipo di divisione ritmica, molto usata tra l'altro, che prevede l'uso della scrittura ad ottavi e l'esecuzione ad ottavi terzinati. Solitamente in questi casi viene abbinato alla partitura il simbolo:

In pratica, la coppia di ottavi viene intesa come un quarto e un ottavo sotto terzina. Questa situazione nasce dal fatto che unendo i primi due ottavi in una terzina si ottiene una nota da un quarto, sempre nell'ambito della terzina. E' chiaro ch