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String Skipping. Uso delle triadi


Iniziamo ora uno studio più approfondito relativo all'uso delle triadi, e delle successive varianti, diteggiate in modo tale da potere essere suonate con la tecnica dello string skipping. Per ogni riferimento teorico e pratico alle triadi potete ovviamente consultare l'apposita sezione. Diamo ovviamente per scontato la perfetta assimilazione dell'argomento relativo alle triadi, fondamentale per affrontare lo studio dello string skipping in questa sezione.
Il concetto base sul quale inizieremo tra breve a lavorare prevede la possibilità di sfruttare la triade, nelle sue quattro forme (maggiore, minore, diminuita e aumentata), suddividendone l'arpeggio in tre corde, e suonando nota per nota singolarmente. Due di queste corde saranno contigue, mentre l'altra verrà separata, costituendo così il relativo salto di corde. Consideriamo la tonica come nota di partenza dell'arpeggio, il terzo e quinto grado sulla corda immediatamente successiva, e infine tonica e terzo grado un'ottava sopra, sulla corda separata. L'effetto melodico è interessante, non tanto dal punto di vista teorico (in fondo è un semplice arpeggio), quanto dal punto di vista della sonorità, relativa anche alla velocità di esecuzione, e alle possibilità di sviluppo melodico che verranno a crearsi in seguito.


Sviluppo delle diteggiature.


Arpeggio in C maggiore
Nel grafico a lato vediamo un semplice arpeggio in C maggiore sviluppato a partire dalla tonica sulla quarta corda. Potete notare come la posizione della mano sinistra sia relativa al IX° tasto, con l'apertura del dito indice all'ottavo tasto della prima corda. Ricordate che non dovete spostare la mano sinistra per suonare fuori posizione, ma spostare di un tasto solamente il dito, in questo caso, appunto, l'indice. Fate riferimento alla sezione relativa alle scale maggiori per approfondire tale tecnica.
Nel grafico sottostante potete vedere anche il nome delle note che state diteggiando. Come già accennato precedentemente, i gradi relativi alla triade sono distribuiti sulle corde in modo da lasciare la sola tonica sul basso. Questo sistema verrà usato più che altro per comodità allo scopo di assimilare per bene la tecnica.





Arpeggio in C minore
Mantenendo la struttura del grafico precedente, passiamo al modo minore, dove l'unica diffrenza è data dal fatto che il III° viene abbassato di 1 semitono. Nella tonalità di C si passa quindi dalla nota E (III° maggiore) alla nota Eb (III° minore). Come struttura non si cambia poi molto, a parte, ovviamente, le due note Eb. Si dovrà spostare sia l'indice sulla terza corda che il mignolo sulla prima di 1 tasto. La posizione della mano sinistra è sempre la nona.




Arpeggio in C diminuito
Dal modo minore al modo diminuito la differenza è nel fatto che il V° grado (nota G) viene abbassato di 1 semitono a Gb. La diteggiatura, però, cambia radicalmente, in quanto la posizione è arretrata all'ottavo tasto. La tonica viene ora suonata dalla mano sinistra con il dito anulare. Questa potrebbe essere considerata la diteggiatura standard.
In pratica esiste una altro modo per diteggiare questo arpeggio, come illustrato nel terzo grafico. Infatti possiamo anche mantenere la diteggiatura come nel modo minore visto nell'esempio sopra, con la mano sinistra in nona posizione. Questo sistema può essere utilizzato quando si suona nella zona alta della tastiera, ad esempio dal dodicesimo tasto in avanti, oppure quando si lavora su più diteggiature. Vedremo al momento opportuno di analizzare a fondo questi casi. Rimane comunque una scelta personale.






Arpeggio in C aumentato
In questo caso dovremo fare il paragone con il modo maggiore. La differenza sarà quindi nel V°, dove la nota G (V° giusta nella triade maggiore) verrà alzata di 1 semitono fino al G# (V° aumentata nella triade aumentata). Ma fate attenzione soprattutto al fatto che si dovrà lavorare con il terzo dito sulla nota E della prima corda (dove prima era invece previsto il mignolo), in modo tale da agevolare la diteggiatura del quarto dito sulla nota G#.




Avrete sicuramente notato come le diteggiature siano costruite su quattro corde. Le stesse diteggiature possono essere trasportate in su di una corda, con la tonica sulla quinta corda. In questo caso useremo quinta, quarta e seconda corda, senza che la geometria della diteggiatura venga a cambiare. La comodità di questo è data dal fatto che potremo avere due possibilità con la stessa diteggiatura solo spostandoci sopra o sotto di una corda.
Spostando le diteggiature in su di una corda, mantenendo le stesse posizioni, entriamo nella tonalità di G. Nei grafici sottostanti potete vedere le diteggiature delle quattro triadi sviluppate, appunto, nella tonalità di G su quinta, quarta e seconda corda.

G maggiore

G minore

G diminuito

G aumentato


L'ultimo gruppo di corde disponibile con questo sistema è quello formato da sesta, quinta e terza corda. Occorre precisare che queste diteggiature sono poco usate in quanto non propriamente comode ma, per dovere, le vediamo comunque. La posizione della mano sinistra viene riferita sempre alla tonica, ma in alcuni casi potrà variare per agevolare il lavoro della mano stessa. Ad esempio, nella diteggiatura maggiore sulla terza corda avremo la mano sinistra spostata in sesta posizione, con il dito indice che però preme il quinto tasto.

C maggiore

C minore

C diminuito

C aumentato


A questo punto, dopo che abbiamo assimilato le diteggiature delle triadi suonate utilizzando i salti di corda, passiamo nella pagina seguente al lato pratico di questo argomento. Vedremo infatti come sviluppare queste diteggiature sotto l'aspetto melodico, grazie ad una serie di esercizi costruiti in modo tale da migliorare la tecnica dello string skipping.



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