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Come gia preannunciato nella pagina precedente, si proseguono gli esercizi lavorando ora su gruppi di tre corde. In questo caso dovrete prestare molta attenzione al fatto che la pennata dovrà essere molto fluida sulle corde. Un errore comune, infatti, è quello di passare da una corda all'altra durante lo sweep operando un salto, sempre con lo stesso movimento. Questo comporta un notevole dispendio di tempo durante l'esecuzione, con il risultato di perdere chiaramente la coordinazione della destra. Bisogna invece far scivolare, nel vero senso compiuto del termine, il plettro sulle corde interessato dalla pennata sweep, sia questa in giù o su. Preparatevi a passare parecchio tempo ad affinare questo procedimento, in quanto è l'unico che vi permetta di rendere lo sweep picking una successione omogenea di note. Eventualmente è possibile operare nel sistema di salto tra corda a corda quando si vuole ottenere una certa sonorità, come ad esempio quella tipica degli arpeggi sugli accordi (un esempio per tutti potrebbero essere molti arpeggi di chitarra in parecchie canzoni di Vasco Rossi, come Vita Spericolata, Va bene va bene così eccetera).
Nel nostro specifico caso dovremo comunque lavorare con l'effettivo sweep picking, e perciò abituatevi a far scivolare bene il plettro sulle corde. Ricordate anche di rendere singolo il suono di ogni nota, così come spiegato nell'ex #1.

Ex. #3

Veniamo quindi all'esercizio, dove suoneremo tre note su tre corde adiacenti, iniziando dalla terna prima, seconda e terza corda. Valgono tutte le regole già viste e ampiamente spiegate, dalla divisione ritmica a tempo metronomico, inizialmente basso, alla fluidità della pennata sulle corde. Le dita della sinistra vengono abbinate secondo questo schema: anulare (terza corda), medio (seconda) e indice (prima), per tutta la durata dell'esercizio.


Ex. #4

Trasportate il metodo di lavoro appena visto sulle altre terne di corde: quarta, terza e seconda, quinta, quarta e terza, sesta, quinta e quarta. La praticità nell'affrontare lo studio su tutte le corde è data anche dal fatto che ognuna di queste oppongono al plettro una resistenza diversa, data dal fatto che lo spessore cambia tra corda e corda, e di conseguenza è bene abituarsi alle varie reazioni delle corde stesse.

Ex. #5

Mentre nel precedente esercizio la sequenza era anulare (terza corda), medio (seconda) e indice (prima), vediamo ora di fare praticamente il movimento contrario, con indice (terza corda), medio (seconda) e anulare (prima). Essendovi abituati a lavorare al contrario, come sopra, vi troverete leggermente spiazzati: non preoccupatevi, in quanto è assolutamente normale. Con un poco di tempo dedicato a questa nuova situazione, vi troverete a vostro agio. Come al solito, vi raccomando un buon controllo ritmico sulla velocità di esecuzione.


Ex. #6

Trasportate il metodo di lavoro appena visto sulle altre terne di corde: seconda, terza e quarta,
terza, quarta e quinta, quarta, quinta e sesta.


Ex. #7

Passiamo a lavorare su quattro corde. Tutte le nozioni apprese fino ad ora devono ovviamente essere mantenute tali. Fate attenzione al fatto che al mano destra svolge una pennata più lunga, e quindi abbisogna di maggiore controllo. Le dita della sinistra che diteggiano le note sono indicate. ricordate di suonare trasportando le diteggiature posizione per posizione.


Ex. #8

Analogamente a quanto visto sopra, invertiamo le dita, in modo da suonare partendo con il dito indice. La successione è alquanto logica.


Ex. #9

Trasportate il metodo di lavoro appena visto sulle altre due quaterne di corde: seconda, terza, quarta e quinta, terza, quarta e quinta e sesta. Prima di passare ai prossimi esercizi, vi consiglio di lavorare per qualche giorno su questi visti sopra, in quanto vi permetteranno di formare un'ottima base di partenza per il lavoro futuro, che sarà sempre più complicato e tecnico.




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