Teoria e Armonia
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Gli intervalli.

La distanza che separa due note viene definita intervallo. Con questo termine si regola anche il rapporto armonico che esiste tra le due note. E’ molto importante conoscere a fondo i rapporti tra le note, in quanto è proprio grazie agli intervalli che possiamo costruire qualunque tipo di scala o di accordo. Quindi consiglio di leggere e studiare bene questa parte.
Per conoscere l’intervallo tra due note occorre innanzitutto avere ben presente la SDM della nota più bassa, dopo di che, utilizzando la tabella che stiamo per vedere, analizziamo il posto in cui si viene a trovare l’altra. La tabella illustra cinque categorie di intervalli (sarebbero sette, ma vediamo le più usate). La SDM viene sezionata in modo da abbinare ogni grado della scala ad un determinato intervallo. Gli intervalli si definiscono giusti, maggiori, minori, diminuiti e aumentati. Facciamo un esempio con la SDM di DO, che vediamo nella tabella sottostante.
  DIMINUITO MINORE GIUSTO MAGGIORE AUMENTATO
    DO    
II°       RE  
III°       MI  
IV°     FA    
    SOL    
VI°       LA  
VII°       SI  
VIII°     DO    

Come si può facilmente notare, le otto note sono state ''distribuite'' su due categorie. Nella SDM, infatti, il I°. IV°, V° e l' VIII° sono considerati intervalli giusti, mentre il II°, III°, VI° e il VII° intervalli maggiori. Questa distinzione è data dal rapporto armonico che hanno i vari gradi con la tonica (DO). Se vogliamo sapere che distanza separa la nota  DO dalla nota MI, possiamo dire che abbiamo un intervallo di terza maggiore, che equivale ad una distanza fisica di due toni (DO - RE = 1 tono,  RE - MI = 1 tono).
Oppure la distanza tra DO e SI, cioè un'intervallo di settima maggiore  o ancora tra DO e FA (quarta giusta).
Questo nel caso la tonalità sia quella di DO maggiore. Ora, in un altra tonalità il rapporto armonico rimane invariato, e cioè la tonica è sempre un I° e così via via tutte le altre note appartengono alle loro categorie di intervalli. Vediamo ad esempio la tonalità di MI maggiore, e quindi la SDM di MI.

  DIMINUITO MINORE GIUSTO MAGGIORE AUMENTATO
    MI    
II°       FA#  
III°       SOL#  
IV°     LA    
    SI    
VI°       DO#  
VII°       RE#  
VIII°     MI    

Come si puo' facilmente notare, le note della scala sono inserite nella loro cella di appartenenza intervallare mantenendo eventualmente anche le eventuali alterazioni tipiche della tonalità di appartenenza, che siano diesis (come, appunto, nella tonalità di MI), o bemolle, come ad esempio la tonalità di SIb che vediamo nella tabella sottostante.

  DIMINUITO MINORE GIUSTO MAGGIORE AUMENTATO
    SIb    
II°       DO  
III°       RE  
IV°     MIb    
    FA    
VI°       SOL  
VII°       LA  
VIII°     SIb    


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