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Le triadi

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Chiunque suoni la chitarra, sia esso un chitarrista che lo fa' per hobby, oppure un un professionista che con lo strumento deve a fine mese portare a casa lo stipendio (buona la rima, eh? - ndr), ha quasi sicuramente iniziato a suonare strimpellando due o tre accordi, nella maggior parte dei casi imparati dall'amico o dai classici libretti tipo chitarristi in '24 ore'. E' anche ovvio pensare che questi accordi, uniti a quelli successivamente imparati ad esempio tramite i giri armonici, siano di per se stessi semplici e banali da un punto di vista armonico.
Bisogna dire che comunque non è giusto parlare di accordo semplice o difficile, ma tutt'al più si può dire che esiste l'accordo base e l'accordo abbellito. In pratica, partendo da un accordo maggiore si può arrivare a qualsiasi tipo di accordo solo conoscendo a fondo sia le regole di teoria che di armonia musicale. Al limite ci si può imbattere in diteggiature semplici, tipo quella di Em in prima posizione, o più complicate, come può essere ad esempio un Bbmaj7/6/9 in terza posizione. Si tratta perciò di una questione prettamente fisica, pratica, e sono dei problemi  sostanzialmente  risolvibili con lo studio tecnico dello strumento.
Cercheremo in queste pagine di analizzare come vengono costruiti gli accordi, partendo chiaramente dalla struttura basilare che compone l'accordo: la triade.
Un accordo è una combinazione di più suoni che sommati tra loro danno luogo ad una sovrapposizione armonica. Per essere definito tale, l'accordo deve avere al suo interno almeno tre note,  più precisamente tre gradi della scala da cui l'accordo deriva. Infatti la base da cui si parte per costruire un accordo è la scala che, come visto nella sezione dedicata alla costruzione delle scale, è composta da una serie di note comunemente definite gradi. Sovrapponendo tre (o più) di questi gradi si forma appunto l'accordo, mentre sommando due soli gradi (solitamente il I° e il V°) abbiamo una sovrapposizione armonica comunemente chiamata bicordo (utilizzati spesso nei riff di chitarra rock, nel qual caso vengono definiti powerchord). Dobbiamo ora capire con che criterio operare questa conformazione armonica, utilizzando come esempio la tonalità di C maggiore. Da questo punto, inoltre, è bene utilizzare la notazione anglosassone per quanto riguarda la scrittura. Se non siete pratici con questo genere di notazione, è bene che vi esercitiate nell'uso di questo genere di scrittura nelle pagine dedicate alla notazione anglosassone.
La partenza è la scala maggiore, divisa nei suoi otto gradi.

La regola base è unica e molto semplice: dalla scala si prelevano tre note, esattamente quelle che si trovano sul I°, III° e V°. Dalla tonalità di C estraiamo quindi le note C, E e G che, sovrapposte, formano la triade. Questa è identificata anche come modo, e nel caso specifico abbiamo formato una triade maggiore.

 

Come stabilire il modo? Apparentemente si può dire che essendo estratta dalla scala maggiore in automatico la triade deve obbligatoriamente essere maggiore. Questo effettivamente è vero, ma la strada migliore per capire il modo della triade è quella di analizzarne gli intervalli. Ricordo a chi non abbia dimestichezza con gli intervalli di vederne le regole nell'apposita sezione sugli intervalli. E' un piccolo sacrificio di studio consigliato che darà non poche agevolazioni nell'apprendimento dei svariati argomenti inerenti alla musica.
Vediamo di apprendere ora quali sono le regole che governano la costruzione dei vari tipi di triade.

  • L'intervallo che separa il I° e il III° indica il modo della triade.
    Se la distanza tra il I° e il III° è di una terza maggiore, cioè due toni, la triade potrà essere considerata maggiore (se comprende anche una Va giusta) o aumentata (se la Va è aumentata). Se la distanza è invece di una terza minore, quindi di un tono e mezzo, la triade potrà essere minore (se è presente anche la Va giusta) o diminuita (se la Va è diminuita.
  • Il V° identifica il tipo di triade.
    A seconda della distanza tra il III° e il V° avremo una triade maggiore (o minore), aumentata o diminuita.
Come sempre, gli esempi pratici servono a rendere bene l'idea di un testo scritto, e perciò vediamo subito graficamente i concetti espressi nelle righe precedenti.

Triade Maggiore

La struttura di partenza è composta dai tre gradi estratti dalla scala maggiore. Questi vanno a formare la triade maggiore, composta da tonica, terza maggiore e quinta giusta. Nel formare questa triade dobbiamo quindi sovrapporre alla tonica un intervallo di terza maggiore (tra il I° e il III°) e un di terza minore (tra il III° e il V°). Ricordo ancora una volta che questi termini nascono grazie alle regole che governano la formazione degli intervalli.

 

   I°  = tonica
   III° = terza maggiore
   V°  = quinta giusta


Triade Minore

Abbassando di 1 semitono il terzo grado, questo diventa minore, formando così l'intervallo di terza minore tra il primo grado e il terzo grado. L'intervallo tra il terzo grado e il quinto grado diventa ora di terza maggiore.
In questo modo la triade è definita come triade minore, composta da tonica, terza minore e quinta giusta.

 

   I°   = tonica
   III°b = terza minore
   V°  = quinta giusta


Triade Diminuita

Se anche il quinto grado viene abbassato di 1 semitono, abbiamo la triade diminuita. Questa si forma sovrapponendo alla tonica due intervalli di terza minore, ottenendo così un intervallo di terza minore tra il I° e il III° e un intervallo, sempre di terza minore, tra il III° e il V°.
La triade risulta composta da tonica, terza minore e quinta diminuita.

 

   I°   = tonica
   III°b = terza minore
   V°b
  = quinta diminuita


Triade Aumentata

Alla triade maggiore possiamo alzare di 1 semitono il , ottenendo la triade aumentata. Questa è una sovrapposizione di due intervalli di terza maggiore, uno tra il e il III° e l'altro tra il III° e il .
In questo modo la triade risulta composta da tonica, terza maggiore e quinta aumentata.

 

   I°   = tonica
   III° = terza maggiore
   V°  = quinta aumentata


Come avrete ben intuito, la triade è una sovrapposizione di due intervalli di terze, che variano secondo la tipologia stessa della triade. Possiamo così riassumere che:

  • la triade maggiore è formata da un intervallo di terza maggiore più un intervallo di terza minore;
  • la triade minore è formata da un intervallo di terza minore più un intervallo di terza maggiore;
  • la triade diminuita è formata da un intervallo di terza minore più un intervallo di terza minore;
  • la triade aumentata è formata da un intervallo di terza maggiore più un intervallo di terza maggiore;
Gli esempi visti in tonalità di C sono ovviamente riferibili a tutte le tonalità. E' palese il fatto che se un intervallo di terza maggiore comprende un alterazione, come ad esempio l'intervallo tra il e il III° della tonalità di A maggiore (e quindi le note A e C#), abbassando di un semitono l'intervallo (da terza maggiore a terza minore) togliamo un semitono anche alla nota posta sul terzo grado (il C# scende quindi a C). E' consigliabile costruire le triadi in tutte le tonalità, seguendo le regole viste in questa sezione. Potete farlo alla pagina successiva degli esercizi sulle triadi, controllando poi i risultati nella pagina delle triadi in tutte le tonalità.



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